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Comunità | Riabilitative - Terapeutiche - Residenziali |

PRESENTAZIONE

L'articolazione del Progetto Minori vede l'intersacambio di più professionisti con diverse configurazioni istituzionali, ruoli professionali e formazioni teoriche e nasce sulla base di due evidenze complementari fra loro:

  • la complessità progettuale in atto, per sua natura, necessita di una modalità di intervento "a rete", in cui le specificità e le competenze degli operatori coinvolti possano essere valorizzate e disseminate a vantaggio dell'intervento di cura;
  • l'aver condiviso "in corsa" un modello fortemente innovativo, sia sotto il profilo organizzativo che sotto quello metodologico, privilegia l'opportunità di confezionare progetti clinici individualizzati, a partire dai bisogni di ogni singolo paziente.

 

I SOGGETTI COINVOLTI

La natura del Progetto minori include soggetti, strutture e organizzazioni differenti ma complementari nell'esercizio progettuale. Pur certi di non riuscire a rendere giustizia delle specificità di ciascun soggetto, tenteremo quantomeno di evidenziarne le principali caratteristiche:

ASSOCIAZIONE TIARE': Funge da luogo di progettazione/condivisione fra i clinici ed i formatori operanti all'interno del progetto. Pur raggruppando professionisti provenienti da contesti formativi (psicoanalisti, psichiatri e neuropsichiatri formatisi clinicamente, psicoterapeuti operanti in una prospettiva intersoggettivista, psicologi formati in ambito metodologico) ed esperienze professionali non omogenei (servizi territoriali, cliniche universitarie, reparti ospedalieri, pratica privata), si connota per una tensione etica verso la condivisione e la ricerca di nuovi modelli e prassi comuni. L'Associazione nasce infatti nel 2000 specificamente per dare vita al Progetto Minori e ad essa compete la gestione clinica e progettuale delle strutture residenziali del progetto minori così come l'attività  formativa interna ed esterna al progetto.

 

LE STRUTTURE

1. CENTRI CLINICI TIARE'

Nell'ottica di creare una risposta clinica non istituzionalizzante, la corposa componente progettuale terapeutico clinica, comune a tutte le strutture, viene esercitata preferibilmente all'esterno dei contesti residenziali. In altre parole, le singole C.tà, che in seguito descriveremo, non si configurano quali spazi "sanitarizzati", quanto più come "spazi di vita" comune. Tutta la progettualità terapeutica viene implementata nel progetto attraverso le sedi cliniche di Tiaré, esterne alla strutture residenziali. I centri clinici di Tiaré in Torino, sono attualmente 2: - la sede legale, amministrativa e principale riferimento logistico oltre che clinico di Via Berthollet, 44, c.a.p. 10125. Tel/Fax: 011 6508301; - la sede storica, nonché centro clinico principale, di via Saluzzo, 75, 10126.

FINALITA' DEL PROGETTO MINORI

Il progetto minori si finalizza, quindi, alla presa in carico  terapeutica di minori con caratteristiche psicologiche e di personalità che denotano il rischio di una possibile evoluzione verso problematiche psichiatriche, principalmente nell'area dei disturbi della personalità e delle psicosi. L'obiettivo del progetto é di avviare e gestire, di concerto con i Servizi Territoriali competenti, percorsi terapeutici volti al recupero delle autonomie residue, alla loro valorizzazione ed ampliamento, alla garanzia di un contesto relazionale e sociale stabile ed affettivamente saliente, nonché alla presa in carico della condizione psicopatologica con esplicite finalità  terapeutiche, sia sotto il profilo psicofarmacologico che psicoterapeutico e socioriabilitativo. Il modello teorico di riferimento adottato dal progetto, connotante l'intervento psicoterapico, l'organizzazione dei servizi e degli interventi, la formazione e la supervisione degli operatori, é di tipo psicoanalitico interpersonale, con particolare attinenza al costrutto teorico ed alle prassi terapeutiche meglio riconducibili all'approccio denominato DEVELOPMENTAL PSYCHOPATHOLOGY. Il focus riguarda quindi le relazioni fra individuo e contesto: in tale accezione lo sviluppo individuale viene inteso quale costruzione a scopo di adattamento delle frontiere interpersonali (Sameroff, 1989) e si basa sull'assunto che le esperienze interpersonali abbiano un'influenza decisiva sullo sviluppo della personalità e della salute mentale. Per questo ci si occupa di spiegare come individuo e contesto operino insieme nel produrre modelli adattivi e disadattivi e come essi influenzino lo sviluppo ed il funzionamento futuro. La peculiarità dell'utenza, quindi, rende imprescindibile una precisa competenza delle équipes cliniche ed educative relativamente alla psicopatologia dello sviluppo, alla psicologia dell'età evolutiva, alla neuropsichiatria infantile ed alla psicoterapia, allo scopo di integrare la presa in carico dei processi psicopatologici con la risposta alle normali esigenze evolutive degli ospiti.

Stiamo parlando della ben nota fascia di disagio che si caratterizza quale intersezione di più insiemi sfuocati:
- bisogni socio assistenziali v/s presa in carico sanitaria;
- NPI v/s Psichiatria adulti;
- necessità  di intervento educativo v/s presa in carico terapeutica.

Riteniamo, infatti, che le consuete strategie progettuali in atto nella maggior parte dei casi, si configurino come risposte estremamente parziali alla complessità dei bisogni individuali ed alle necessità terapeutiche e abilitative/riabilitative degli adolescenti con disturbi psicopatologici:
- supporto educativo residenziale;
- collegamento con il mondo del lavoro e della scuola;
- modello di identificazione;
- sostegno sociale
- supporto ausiliario alle funzioni dell'Io;
- supporto al nucleo famigliare per l'eventuale rientro in casa;
- presa in carico psicoterapeutica;
- presa in carico psicofarmacologica.

Questo approccio multifocale e multidimensionale, trova la propria sostanziazione teorico/clinica, oltre che nell'esperienza maturata e nel modello teorico di riferimento, anche in quanto sostenuto, a livello nazionale, da G.C. Zapparoli relativamente all'"integrazione funzionale", in cui le diverse funzioni degli operatori (farmacoterapica, psicoterapica, educativa ed assistenziale) vengono coordinate in un programma di trattamento che le integra partendo dai bisogni del paziente.

RESIDENZIALITA'

Le strutture che proponiamo risultano caratterizzate da:
- dimensioni ridotte (7-10 ospiti)
- elevato rapporto educativo
- supervisione settimanale ad impostazione psicodinamica
- formazione permanente
- rete territoriale di sostegno progettuale
- progettualità  clinica secondo una modalità  "a rete"
- modello di intervento multifocale

Come sottolineato da Marcelli & Bracconier (1983), la comunità  "...può offrire all'adolescente un momento di tregua rispetto ai suoi conflitti, una funzione protettiva, oltre ad avere una funzione sostitutiva genitoriale, una funzione mediatrice fra l'adolescente e l'ambiente sociale, ed una funzione di tolleranza e di contenimento".

PRESA IN CARICO TERAPEUTICA

E' nostra opinione, consolidata con l'esperienza maturata nel settore, che un periodo limitato di tempo a forte investimento terapeutico ed educativo possa consentire un minore dispendio di risorse in epoche successive.
In altre parole, riteniamo che, soprattutto in quei casi che si configurano come particolarmente connotati da un rischio psicopatologico, sia necessario attivare una modalità di presa in carico dell'utente che, oltre a fornirgli risposte a bisogni primari quali vitto, alloggio, sostegno educativo, modelli di identificazione, contribuisca anche a catalizzare le risorse strutturali del paziente affinché egli divenga in grado di affrontare il proprio disagio e il mondo relazionale in maniera adeguata, adattiva e soprattutto funzionale ai propri bisogni.
Per questo la presa in carico psicoterapeutica può essere organizzata, a seconda del quadro diagnostico e della valutazione psicodiagnostica iniziale, secondo tre modelli distinti:

Psicoterapia breve focale: connotata da una finalità di prevenzione rispetto ad una stabilizzazione del disturbo. L'intervento offre la possibilità all'adolescente di comunicare e di riflettere sul proprio mondo interno, sia sotto il profilo degli aspetti conflittuali che delle potenzialità .

Psicoterapia a lungo termine: come definita secondo il modello psicoanalitico, soprattutto nelle sue più recenti evoluzioni secondo l'approccio interpersonale.

Psicoterapia espressiva e/o di gruppo: intendiamo includere in questa ampia categoria la disponibilità  ad interventi diversi dai due ambiti sopracitati ed in particolare l'utilizzo di modalità  di accesso al profondo secondo tecniche che possano far leva su risorse ed interessi specifici dell'individuo. Ne sono un esempio l'arteterapia, la musicoterapia, lo psicodramma analitico, la psicomotricità. Per ognuna delle tecniche citate il Progetto minori Tiaré fa riferimento a tecnici qualificati e riconosciuti sia di provenienza privata che pubblica.

Il progetto, brevemente descritto in queste pagine, prevede pertanto, qualora pertinente, l'affiancamento della componente educativa con una presa in carico psicoterapeutica del ragazzo. Qualora il progetto individuale lo consenta siamo altresì propensi alla presa in carico del nucleo famigliare di origine, finalizzata ad un riesame della problematica sistemica in maniera propedeutica a qualsiasi ipotesi di ritorno in casa.

Per ciò che attiene a quest'ultimo aspetto riteniamo la modalità di presa in carico famigliare articolabile in 3 livelli progressivi, in base a: - presenza di un problema dominante - presenza di capacità  elaborative da parte del nucleo - presenza di particolari resistenze all'interno del nucleo - livello di funzionamento cognitivo dello stesso.

- Al primo livello proponiamo una presa in carico definibile come "ambientale" (Berti Ceroni & Paltrinieri, 1996). Tale livello é fondamentalmente connotato da:
1) un coinvolgimento del nucleo allo scopo di presentare ai familiari coloro che si fanno carico dell'intervento;
2) un sostegno all'assistenza, chiarendo eventuali aspetti specifici del trattamento o della sintomatologia;
3) la costruzione di una alleanza terapeutica a vantaggio del paziente

- Al secondo livello proponiamo un intervento psicoeducazionale che offra ai familiari la possibilità di parlare con altri, di rinforzare la propria esperienza e di sentirsi sostenuti. Il livello si diversifica dal precedente poiché implica una comprensione piena della complessità dei vissuti psicopatologici del paziente ed una modificazione del comportamento familiare al fine di renderlo più congruo all'adattamento del paziente ad esso. Lo scopo é quello di giungere alla costituzione di un gruppo di lavoro che integri anche la famiglia nel complesso del progetto terapeutico.

- Al terzo livello proponiamo una vera e propria terapia familiare, secondo l'orientamento psicoanalitico e/o sistemico. Le modalità e le articolazioni di tale intervento sono ben documentate in letteratura e quindi ometteremo di dilungarci esponendone le caratteristiche e le finalità.

FORMAZIONE DELLE EQUIPES

Il modello di lavoro "a rete", che costituisce il nostro prevalente strumento professionale necessita, per poter essere attuato, di un continuo supporto operativo alle professionalità operanti nell'ambito delle strutture residenziali terapeutiche caratterizzato nel modo seguente:
- Formazione permanente, finalizzata ad incrementare le abilità dell'equipe di lettura e di analisi delle situazioni operative, sia attraverso processi di trasmissione dell'informazione che a mezzo della valorizzazione delle proprie esperienze lavorative e relazionali.
- Supervisione clinica, orientata alla decodifica degli accadimenti con gli ospiti ed al supporto al mondo interno degli operatori.
- Partecipazione a momenti formativi e/o di apprendimento organizzati da terzi, nonché ad approfondimenti di ricerca, garantiti dal costante confronto con realtà universitarie nazionali ed internazionali.